la setta tolosana

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Tuesday, July 04, 2006

Il rinnovamento del diritto

Jean Bodin, Antologia di scritti politici, a cura di Ivo Comparato, Bologna, Il Mulino, 1981




Già da tempo si va dicendo, Tolosani, che lo studio delle lettere umane non si accorda molto con il diritto civile: il che è come dire che nessuno può essere giureconsulto se non è anche un uomo barbaro e rozzo. Io credo che questa debba essere ritenuta una gravissima offesa per i giuristi, i cui maestri cosparsero i propri libri non solo di eloquenza, ma anche di filosofia e di ornamenti letterari, senza i quali questa disciplina sarebbe non solamente sgradevole, ma ripugnante, non solo ingrata, ma inutile. A togliere questa macchia vergognosa e inveterata ai cultori della scienza giuridica sono venuti Budè, Alciato, Connan e tanti altri che sono ancora in attività- e con loro, voi lo sapete bene, i dottissimi professori di questa università tutti hanno compreso quanti e quali contributi sono venuti dalle discipline liberali alla conoscenza delle leggi romane. I vecchi commentatori, ai quali dobbiamo riconoscere grande ingegno e immensa capacità di lavoro, appaiono, dalla quantità imponente dei loro scritti, come se avessero dedicato tutto il loro tempo a scrivere e non avessero riservato nulla alla lettura. Essendo vissuti in quel periodo infelice di cui ho parlato prima e non avendo potuto ricevere una formazione liberale, ebbero difficoltà a raggiungere il loro scopo. Non v’è dubbio che altrimenti i loro scritti che sono più da comminare che da condannare, sarebbero stati graditi agli uomini di lettere ed utili allo stato. Ai nostri giorni, invece, la strada del diritto civile si sta cominciando a liberare dagli sterpi e dagli spini che la istruivano e costituivano quasi una barriera, mentre il diritto romano ha recuperato la propria antica dignità. Tutte le arti, infatti, sono tra loro legate da una certa affinità e formano un’armonia e un concerto meraviglioso, come un coro di voci diverse ciascuna delle quali, da sola, non avrebbe nessun dolcezza. Allo stesso modo il diritto sarebbe cosa ridicola e vana, una volta privata del sostegno delle discipline di cui si alimenta. Non bisogna meravigliarsi, perciò, se prima i giovani, tratti dai giardini fioriti dell’eloquenza e della filosofia agli aspri e impervi scogli, alle spine e agli sterpi dei vecchi interpreti, si scoraggiavano. I più dotati, aborrivano, non so come, quei giuristi i quali non disputavano altro che dello stillicidio, delle fogne, della raccolta di ghiande, o di altre minuzie note ad ogni mestierante del foro.
Ma alla fine sono apparsi giureconsulti degni di questo nome solenne. Essi hanno compreso chiaramente che il fondamento della giustizia no risiede nell’instabile e mutevole volontà degli uomini, ma in una legge eterna; hanno guardato a fondo nella forza e maestà delle leggi; hanno indagato con perizia i criteri dell’equità; hanno cercato diligentemente le origini e i fondamenti primi del diritto; hanno riconosciuto accuratamente la storia classica e quella degli antichi legislatori e giureconsulti; hanno conosciuto a fondo giurisdizione, potestà e compiti del principe, del senato, del popolo e dei magistrati romani; impiegato i libri dei filosofi relativi alle leggi, allo stato e alla morale nell’interpretazione del diritto, hanno conosciuto il greco e il latino, lingue nelle quali furono scritte le leggi, hanno cumulato intelligentemente compiti giudiziari, politici e di insegnamento; hanno infine tracciato i confini della scienza giuridica, indicato i generi e le partizioni, chiarito il lessico e le fattispecie. Allora i giovani hanno cominciato ad amare questa scienza, prima sommamente disprezzata, e a considerarla la più divina, la più utile alla repubblica e la più salutare per il genere umano. […]

Monday, July 03, 2006

Questa non è un semplice blog in cui le persone esprimono un proprio pensiero. Questo è uno spazio per tendere verso una conoscenza critica della realtà, un luogo dove si cerca di dare vita ad un nuovo SISTEMA (o per lo meno si ipotizza di fare) cercando di svincolarci da tutti quegli assiomi che ci portiamo dietro da secoli. Un sistema che non si basa più sulla (o per lo meno cerca di distaccarsi dalla) concezione zenoniana-anassagorea per la quale si adotta un metodo matematico assiomatizzante per giungere ad una conclusione che per forza di cose è già scritta! Qui invece prendiamo l’altra strada che ormai molti di noi si sono scordati: quella parmenide-eraclitea, dove non si pone più un assioma dal quale far discendere tutte la conseguenze logiche, ma dove si cerca la conoscenza nella differenza! Come diceva Eraclito: “al logos piace e non piace essere chiamato dio e fuoco”. Questo è il tentativo che mi pongo con questo blog e per il quale chiedo il vostro aiuto dal momento che la dimensione dialogica è necessaria!

Ma perché “setta tolosana”? Tolosa nella prima età moderna viene vista come una centro culturale innovativo rispetto al resto d’Europa. Un luogo in cui avviene la formazione delle persone nelle varie “artes”, ma ancor prima avviene la formazione del cittadino. Tolosa è la città che apre le porte alla modernità. Vi è la concezione di un nuovo sistema, una visione del mondo evoluta rispetto a quella che caratterizzava l’età intermedia. È questo il motivo per il quale ho scelto questo nome: come Tolosa, qui si cerca di costruire un nuovo metodo, una via alternativa nei vari campi della conoscenza per non rimanere imbrigliati in un ambito nel quale non si intravedono via di salvezza, come sembra del resto manifestarsi nella società contemporanea: “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”

Mi auguro che tutto questo possa avvenire all’interno e all’esterno di questo blog, che si incominci a respirare una nuova aria…uno nuovo pensiero.

benvenuto adepto!